IL VOTO PER L’INDIPENDENZA CATALANA

Nel primo pomeriggio il Parlamento aveva votato l’entrata in vigore della “legge di transizione giuridica e di fondazione” della Repubblica. La votazione era avvenuta con scrutinio segreto solo dai partiti indipendentisti, mentre  quelli popolari,  socialisti e i Ciudadanos avevano abbandonato l’aula prima dell’inizio. 70 i voti favorevoli, 10 i contrari e due schede bianche. Tali risultati hanno scatenato l’esultanza in aula con gli indipendentisti in piedi a cantare l’inno Les Segadores.

Il presidente della Generalitat, Carles Puigdemont, ha invitato il popolo della Catalogna a difendere il Paese e a festeggiare questo grande traguardo.

Dopo la dichiarazione d’indipendenza, infatti, per per le strade di Barcellona e al di fuori del Parlament è stato subito festa. In migliaia si sono radunati in strada e nelle piazze come era già successo dopo la vittoria del referendum. Solo nella capitale catalana, Barcellona, sarebbero state 17mila le persone radunate in piazza Sant Jaume per festeggiare l’indipendenza.

Le conseguenze non hanno tardato ad arrivare. Dopo il voto catalano, il Senato spagnolo ha approvato l’articolo 155: votazione con cui il governo spagnolo è stato autorizzato a togliere l’autonomia alla Catalogna. Fu quindi destituito il presidente catalano Carles Puigdemont, così come i membri del Governi mentre venne sciolto il Parlamento. Sono queste le prime misure adottate dal premier spagnolo Mariano Rajoy in risposta alla dichiarazione unilaterale di indipendenza votata il 27 Ottobre dal Parlamento della Generalitat de Catalunya. Come ultimo atto è stata decisa anche la chiusura di tutte le rappresentanze della Catalogna all’estero. Inoltre i membri del Governo e la dirigenza del Parlamento potrebbero essere accusati di “ribellione” e rischiare fino a 30 anni di reclusione. La Procura Generale dello Stato ha già pronta la denuncia per delitto di ribellione, previsto dagli articoli 472 e seguenti del Codice penale spagnolo, il quale prevede pene di reclusione per coloro che “incoraggiando i ribelli, abbiano promosso o sostenuto la ribellione” e per “i capi principali di questa”.

 

Alice Benassi 5 NES

 

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ONE NIGHT IN ORLANDO

Daniel lavora come commesso in una piccola libreria di quartiere. Un ragazzo timido, romantico, con molte cicatrici dovute ad un passato doloroso, che ancora fatica a lasciarsi alle spalle.  Melissa, una ragazza energetica, frizzante e inarrestabile come un uragano. Lucas è sfrontato, carismatico, un inguaribile latin lover. Le loro strade si incroceranno ad Orlando nel locale Pulse. Da quella notte le loro vite si uniranno, scontreranno, esploderanno di sentimenti, spesso contrastanti.

Alice Benassi, nasce e studia a Bologna. Ha iniziato a scrivere da bambina poesie e brevi racconti di fantasia. Nel corso degli anni, grazie all’influenza della sua famiglia, che l’ha incoraggiata a seguire la passione per la scrittura, si è poi cimentata in novelle e romanzi brevi. È appassionata di psicologia, cinema e teatro.

Perché è nata la sua opera?

Perché era un periodo in cui succedevano tante cose brutte nel mondo e avevo bisogno di poterle metterle su carta , trasformandole in parola così da poter condividere il mio punto di vista con tutti.

Alice Benassi 5NES

 

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THE LAST DAY OF JUNE

Si può cambiare il destino?

Carl e June sono seduti su un pontile che affaccia su un lago, e il paesaggio mozzafiato descrive in pieno le loro emozioni: nonostante non abbiano un volto, si capisce che il loro amore è perfetto, reale. Nel momento in cui June porge un regalo al marito, inizia a piovere e Carl è costretto ad aprire il regalo a casa, nella quale si troverà da solo. Il protagonista, infatti, si sveglia il giorno successivo su una sedia a rotelle e senza la moglie al suo fianco, morta la sera precedente. Ed è proprio da questo momento che Carl farà di tutto per salvare la sua amata, tornando indietro nel tempo e vivendo mille volte ancora il giorno della tragedia, modificando però anche la vita di altri personaggi. Infatti la morte non è stata causata dal temporale: le vite dei loro vicini hanno contribuito all’incidente e ripercorrendo le loro storie e cercando di risolvere i loro problemi, si riusciranno a modificare gli avvenimenti, con la consapevolezza che ogni minima modifica influenza la vita di tutti. È proprio questo un altro rompicapo che ci si pone: le nostre vite sono legate le une con le altre?

Però il tempo passa, e non si torna indietro, se non grazie a dei dipinti, che catturano attimi vissuti ma che rimangono vivi solo nella mente. Attimi che non ci sarebbero se cambiasse anche solo una virgola delle nostre storie. Ma purtroppo, o per fortuna, mai una virgola potrà cambiare. June non è solo una donna, ma rappresenta la vita, la freschezza, proprio come il significato del suo nome. Infatti la storia insegna a vivere ogni giorno come se fosse l’ultimo, dando importanza ad ogni attimo della nostra vita, imparando però che ci viene sempre data una scelta, e soprattutto una possibilità.

“The last day of June” è un videogioco rompicapo ad avventura grafica, sviluppato dalla Ovosonico grazie al direttore Massimo Guarini, disponibile su Microsoft Windows e PlayStation 4, il quale riesce a far immedesimare il giocatore nell’ambientazione, grazie al coinvolgimento della vista, dell’udito e soprattutto del cuore.

Giada Viscido 4R

 

Pubblicato in Ottobre 2017, Senza categoria, Videogames | Lascia un commento

DUNKIRK

Il film del 2017 è prodotto, scritto e diretto da Christopher Nolan . Ambientato durante la seconda guerra mondiale, racconta dell’evacuazione di Dunkerque. Nel 1940 dopo l’invasione della Francia da parte dei nazisti, 400.000 soldati inglesi si rifugiarono sulla spiaggia di Dunkerque, in attesa di essere evacuati o meglio salvati, in quanto minacciati dai tedeschi sia da terra che dall’aria. Winston Churchill aveva infatti rifiutato l’offerta della Germania di arrendersi e si era impegnato a far evacuare almeno trentamila soldati, grazie anche all’impiego di navi civili chiamate ad aiutare l’operazione di soccorso. Il film si svolge attraverso tre linee narrative, ognuna ambientata in un diverso arco temporale : esse si intrecciano solo verso la fine, secondo uno sviluppo non lineare.

La prima linea comincia sulla terraferma e copre un arco temporale di una settimana nella quale vediamo protagonisti Tommy ( Fionn Whitehead ) e Alex, (Harry Styles ) soldati del British Army ed inoltre il Comandante Bolton ( Kenneth Branagh ), il più alto ufficiale sulla spiaggia di Dunkerque. La seconda linea è ambientata in mare e dura un giorno: fra i civili che rispondono all’appello di Churcill c’è il signor Dawson, il quale decide di partire autonomamente insieme a suo figlio Peter e ad un amico di quest’ultimo, George. La terza copre un’ora di tempo e ha luogo nei cieli dove a bordo dei loro Spitfire, i piloti Farrier ( Tom Hardy ), Collins si dirigono verso Dunkerque per dare supporto aereo alle truppe in attesa di evacuazione.

La sceneggiatura di Nolan presenta pochi dialoghi ed è la più corta mai scritta da Nolan. Egli si concentra sugli eventi e sulla fatica dei personaggi per sopravvivere; così facendo crea un film che mostra i sentimenti senza fronzoli ma per come realmente sono: nuda e cruda paura per la propria vita.  L’intero film segue il cosiddetto effetto palla di neve, solitamente usato da Nolan , il quale consiste nel aumentare il ritmo e la tensione della situazione mano a mano che la storia si sviluppa diventando sempre più concitata. L’effetto reso è strabiliante ed ha fatto commuovere uno dei sopravvissuti, ormai 97 che affermò Guardando il film ho rivisto molti dei miei vecchi amici, molti dei quali sono morti in guerra concludendo con una frase di forte riflessione attuale: Noi, la specie umana, siamo così intelligenti e sorprendenti: possiamo andare sulla luna, ma continuiamo a fare cose così stupide.

Alice Benassi 5NES

 

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A.A.A Cercasi Novità Musicale

Originale, irriverente, ironico e dissacrante. È questo che definisce Willie Peyote, artista torinese che è sia rapper che cantautore. La sua musica tagliente e realista lascia a bocca aperta ogni tipo di ascoltatore. Nella scena underground ha avuto molto successo anche aprendo i concerti di vari artisti, tra cui Murubutu.

All’anagrafe Gugliemo Bruno, classe 1985 entra nella scena rap nel 2014 e l’inizio della sua carriera insieme ai Funky Shai Procject che però si interrompe nel 2015 con l’uscita del suo primo album da solista”Non è il mio genere il genere umano”, proseguita da “Educazione Sabauda” (2016) e infine dall’album appena uscito “Sindrome di Tôret” (2017). Ogni suo disco ha un sound diverso e originale, dall’elettronico al jazz sempre condito da ottimo rap.

Se pensate che l’arte abbia il privigliegio di poter sconvolgere, far riflettere, amare e criticare tutto ciò che ci circonda Willie Peyote è ciò che fa per voi. Ve lo consiglio vivamente perchè in un modo pieno di belle canzoni e pochi contenuti è necessario segnalare la presenza di entrambi gli elementi in un solo brano!

Se volete ascoltare :Willie Peyote – Io non sono razzista ma…

Simona Sanfilippo 4R

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LUDOPATIA – la dipendenza da gioco d’azzardo dilaga in Italia

Si chiude nei primi di settembre, con soddisfazione dei protagonisti istituzionali ( Governo, Comuni e Regioni ) il braccio di ferro sul riordino del settore dell’azzardo, durato oltre un anno e mezzo (iniziato ad Aprile 2016).

Il testo preparato dal governo va a incidere in particolare su quelle macchinette che si moltiplicano in giro per l’Italia in bar, tabaccai e apposite sale giochi. Anni fa erano state “statalizzate” per contrastare il gioco d’azzardo, oggi hanno finito per dar vita a una vera e propria malattia che colpisce indipendentemente tutte le classi sociali e le età: la ludopatia.  Sono infatti circa 800 mila giocatori patologici stimati in Italia, pari al 2,1 per cento della popolazione, a cui si sommano due milioni di persone fortemente a rischio. La ludopatia è causata dal circolo vizioso caratteristico del gioco patologico chiamato dai sociologi “chasing”, cioè inseguimento delle perdite simile all’ossessione.

L’obiettivo è regolamentare la presenza di slot e sale, ma soprattutto fare in modo che le prime siano collegate tutte al sistema remoto, cosa che ora non è. E poi diminuirle, prevedere orari di apertura e spazi appositi, contrastare un fenomeno che sta emergendo: le slot non controllate dal sistema remoto stanno diventando piccole lavatrici di denaro sporco. Inoltre ridurre il numero di minorenni che al giorno d’oggi sono affetti da ludopatia mediante l’obbligo di presentazione della tessera sanitaria per dimostrare di essere maggiorenni. Inoltre dal 1 ottobre 2017 è attivo in tutta Italia il numero verde per chi soffre di ludopatia. Chiamando tale numero si possono ottenere informazioni sulle strutture sanitarie in grado di fornire aiuto a chi soffre di ludopatia o teme di sviluppare una dipendenza dal gioco d’azzardo.  Tra esse vi è San Patrignano, importante comunità di recupero per diversi tipi di dipendenza. Il percorso in Comunità previsto da tale struttura si avvale di un supporto psicoterapeutico di tipo cognitivo comportamentale, volto a rimuovere tutte le convinzioni relative al gioco e a tutti gli atteggiamenti sbagliati che la dipendenza porta ad assumere.

Alice Benassi 5 NES

 

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Il Rinnovamento de L’Ora Buca

Quest’anno scolastico sta per concludersi, quindi anche noi stiamo per chiudere la redazione.
Purtroppo dal prossimo anno molti giornalisti non faranno più parte della redazione, perché usciranno dal Sabin.
Il giornale scolastico ideato a dicembre 2015 ed “aperto” nel gennaio 2016 nasceva come un progetto rivoluzionario, in quanto, sebbene ci fossero stati deboli tentativi, non si era mai formata una vera e propria redazione.
Tutto ciò però non sarebbe stato possibile senza i nostri giornalisti.
Perciò voglio ringraziare L. Albasini, D. Aranciotta, L. Barbarossa, A. Benassi, B. Bernardi, A. Breda, P. De Angelis, N. Malossi, G. Polastri, A. Russo, L. Sazzini, S. Vancini, M. Virelli e A. Zaniboni, in particolare, devo fare un ringraziamento speciale a coloro che mi hanno aiutato durante questi due anni come vice-capo redattori ovvero C. Corrado e D. Salvatore.
Questi due anni sono passati velocemente e più che una redazione di giornalisti siamo diventati una redazione di amici che condividevano una stessa passione.
Proprio questa passione ci ha portato a scrivere, in due anni 155 articoli e a totalizzare 18.269 visualizzazioni coinvolgendo 4806 visualizzatori.
Questa esperienza è stata molto utile per tutti noi, abbiamo imparato la puntualità nel compiere i nostri lavori, a organizzarci ma, soprattutto, a dirigerci dato che siamo sempre stati un giornale fatto da ragazzi per altri ragazzi, quindi senza l’ausilio dei professori.
Sono sicuro che tutti noi non dimenticheremo mai questa esperienza.
Da ottobre 2017 entreranno nel pieno delle loro funzioni tre nuovi capo redattori: N. Malossi che si occuperà della sezione burocratica della testata, G. Polastri che si occuperà del reclutamento di nuovi giornalisti e di ideare nuovi metodi per aumentare le visualizzazioni e A. Benassi che sarà la nuova curatrice dell’edizione cartacea e del sito.
Concludo ringraziando tutti i nostri lettori e augurando buona fortuna ai neo capo redattori.

Niccolò Pulga
capo redattore
dal 2015 al 2017

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